Concorsi del Comune. Come ormai usuale AN non sa di che parla!
Dichiarazione dell’assessore al personale Giovanni Hermanin
Spiace davvero che il consigliere Malcotti sollevi sospetti (totalmente infondati) sulla regolarità delle procedure concorsuali dell’amministrazione comunale sostenendo di aver visto in data odierna dipendenti comunali che protocollavano con timbri su cui erano riportate le date del 7 e dell’8 marzo 2005 le domande di diversi concorsi banditi dal Comune.
Se si attacca ad argomenti di questa natura, vuol dire che la Destra, per la campagna elettorale, è proprio a corto di argomenti.
Ma veniamo al dunque. L’Amministrazione comunale ha bandito, nel febbraio 2005, quattro concorsi pubblici per geometra, istruttore amministrativo, assistente sociale ed educatore di asilo nido (solo a novembre è stato poi bandito il concorso per vigili urbani). I concorsi banditi erano, nel loro insieme per 310 posti (successivamente aumentati a 430). Le domande pervenute, nei successivi due mesi (fine marzo), sono state circa 65.000.
La procedura seguita dall’ufficio protocollo è la seguente. Su ogni busta (contenente la domanda) che perviene agli uffici (esclusivamente per raccomandata con ricevuta di ritorno) viene apposto un timbro con la data di ricezione che attesta al candidato (che lo conosce sulla cartolina di ritorno) il momento di ricevimento della domanda di partecipazione ed il rispetto dei termini e delle modalità di consegna stabiliti dal bando. E’ questo timbro che il cons. Malcotti ha visto riportare sulla domanda di partecipazione nel momento in cui la stessa veniva protocollata. Quel timbro però non è il timbro di protocollo ma appunto quello di ricezione.
Il vero timbro di protocollo, che identifica con certezza il soggetto che ha presentato la domanda, viene apposto nella data di effettiva protocollazione, nello specifico quella odierna (invito Malcotti a controllare).
Ci si potrebbe stupire che la protocollazione vera e propria si concluda a un anno di distanza dal bando. Effettivamente il periodo non è breve ma è agevole verificare che il ritardo è dovuto al numero spropositato di domande rispetto ai posti messi a bando e anzi il tempo impiegato dagli uffici se si fanno due calcoli non è certamente lungo. Calcolando che un anno solare corrisponde a circa 220 giorni lavorativi (senza calcolare le malattie o altre assenze), aver smaltito 65.000 domande in un anno significa aver protocollato circa 300 domande al giorno oltre la normale attività dell’ufficio. Un rendimento tuttaltro che trascurabile che colgo l’occasione per sottolineare, considerando che gli addetti in questione sono solo sei unità di personale.
Ringrazio Malcotti per l’attenzione che ci dedica (la democrazia consente anche di dire sciocchezze) e lo invito ad un confronto pubblico sui concorsi gestiti dal Comune guidato da Veltroni e quelli della Regione Lazio espletati imperante Storace. Sarebbe molto istruttivo!