Il contratto dei dipendenti comunali
“L’Amministrazione comunale è una macchina complessa e articolata che opera su un ambito molto vasto e diversificato per caratteristiche territoriali e socioeconomiche. In questi anni ha visto progressivamente estendere i suoi compiti ed i suoi servizi. Siamo consapevoli che il merito di questo risultato vada ascritto in gran parte all’impegno quotidiano di tutti i dipendenti capitolini”.
Questa è la premessa di una lettera a firma congiunta mia e del Sindaco, che presto verrà recapitata a tutti i dipendenti comunali per comunicare la definizione della pre-intesa sul contratto collettivo decentrato integrativo.
E’, infatti, con la lucida convinzione di voler incentivare, premiare e stimolare il prezioso compito di tutti coloro che sono parte di quest’immensa e nobile Amministrazione, che si è lavorato per chiudere la partita contrattuale, ritenendo, la definizione della stessa, obiettivo non solo improcrastinabile, ma di strategica importanza.
Non nascondo che tali intendimenti hanno cozzato con i pesanti vincoli normativi e finanziari imposti dal Governo in materia di pubblico impiego. Tali difficoltà, però, non ci hanno impedito, al termine di una lunga e faticosa trattativa, di raggiungere un risultato che riteniamo possa essere apprezzato e condiviso da tutti, perché mira a migliorare i servizi ai cittadini ed a valorizzare le professionalità dei dipendenti del Comune di Roma.
I criteri che sottendono al testo del nuovo CCID comportano un grande impegno finanziario da parte dell’amministrazione (più di 53 milioni di euro) e realizzano a regime, un significativo miglioramento salariale. Tutto ciò al fine di rivalutare il potere d’acquisto delle buste paga, riconoscere la qualità del lavoro svolto ed incentivare ulteriormente la disponibilità e l’assunzione di responsabilità da parte dei lavoratori comunali.
Per questo si è riconosciuta ai dipendenti una progressione economica orizzontale con decorrenza 1.7.2004 e una rivalutazione del 20% delle indennità legate alle articolazioni orarie a decorrere dal 1.6.2004 (25% dal gennaio 2006) e si è valorizzato quel personale che opera nel front-office, a diretto contatto cioè con la cittadinanza, in particolare nei Municipi, dove maggiori sono le richieste dei cittadini.
Molti e diversi gli istituti contrattuali per le diverse categorie del personale. Ne citiamo solo alcuni.
Per il personale della scuola una più razionale organizzazione del lavoro e un’opportuna rimodulazione degli incentivi, ci permetterà di ridurre i pesanti oneri per le supplenze, liberando risorse per il miglioramento del sistema scolastico.
Per il settore della vigilanza si è confermato l’indirizzo del progressivo riconoscimento della specificità del corpo della Polizia Municipale e si è concordato di valorizzare i servizi, ad esempio nelle ore pomeridiane e serali, in grado di far sentire maggiormente la presenza della polizia municipale per la sicurezza dei cittadini.
L’occasione del contratto integrativo ci ha permesso inoltre di investire sulle responsabilità organizzative intermedie (c.d. posizioni organizzative), in particolare nell’area amministrativa, preposte alle politiche di innovazione e di sviluppo dell’amministrazione, modificando tra l’altro il metodo di conferimento degli incarichi.
Per la prima volta, il contratto integrativo sarà oggetto di una pubblicazione corredata di riferimenti a norme di legge ed ai contratti nazionali di lavoro.
Molte, ancora, le interessanti novità inserite nel testo licenziato, alcune delle quali funzionali all’esigenza di dare risposte alle nuove esigenze dettate dai tempi nuovi; come il riconoscimento del diritto a permessi non retribuiti in occasione delle festività religiose, proprio come ora accade per Ebrei e Valdesi, per i dipendenti capitolini di religione musulmana, buddista o di altri culti, che ancora non hanno sottoscritto intese con lo Stato. Questa iniziativa rappresenta un gesto importante di apertura e riconoscimento, anche in relazione ai tempi difficili in cui viviamo.