Non dobbiamo dimenticare che il congresso del PD si celebra a seguito di una serie molto grave di sconfitte elettorali che hanno consegnato alla Destra: il governo nazionale, Roma, tre regioni dove governavamo, molte altre città e provincie e che alle ultime elezioni europee circa un terzo dell’elettorato non ha scelto il PD.
Ritengo che la scelta di appoggiare Ignazio Marino sia l’unica possibile per salvare il progetto originario del Partito Democratico, contro la caricatura che è stata realizzata in questi due anni. L’unica che si pone il problema del perché abbiamo perso e del come riportare a casa i 4 milioni di cittadini che ci hanno abbandonato. Ritengo che le altre due candidature, Bersani e Franceschini, si collochino, con qualche diversità, nel solco delle linee politiche che non mettendo in discussione lo status quo della dirigenza del partito, hanno finito per deludere e allontanare milioni di cittadini dal Partito Democratico.
Serve un partito che non sia né sommatoria di appartenenze a storie politiche del passato, né tanto meno sintesi delle medesime. Ciò che invece è necessario è portare a compimento l’idea di un partito che si apre alla partecipazione dei cittadini nell’elaborare le scelte, nel selezionare chi è indicato a portarle avanti, un partito moderno, autenticamente democratico, che usa al massimo le tecnologie e i mezzi di comunicazione, che abbandona gli schemi riferiti ad un passato glorioso quanto si vuole, ma appunto passato e parla al futuro, dando una concreta chance di partecipazione ad una nuova generazione di dirigenti, che non ragionino da ex/qualcosa, ma da Partito Democratico.
I mutamenti sociali, economici e culturali avvenuti in questi anni in Italia esigono risposte che non possono essere prodotte da categorie ideologiche del passato. E’ il caso del precariato giovanile e del mondo del lavoro, della necessità di rivedere alla base le politiche energetiche, di una nuova cultura industriale che oggi in Italia non c’è, dell’affermazione piena in Italia della “green economy” promossa dal Presidente Obama negli Stati Uniti.
Ignazio Marino nei suoi interventi ha mostrato di essere il leader che più ha capito la lezione americana, promuovendo un’idea di partito, un linguaggio, contenuti politici e un approccio complessivo che si ispirano a quel modello. Per questi motivi ho scelto di appoggiare Ignazio Marino a segretario del Pd e Ileana Argentin alla segreteria regionale del Lazio.

