Pur dall’altra parte della barricata, abbiamo considerato dall’inizio Renata Polverini una candidata credibile ed apprezzabile, come dire, una risorsa per un confronto politico-elettorale importante ed impegnativo come quello che sta per iniziare per il governo della Regione Lazio.
Ciò soprattutto perché, nel quadro deprimente di uno scontro politico da tempo caratterizzato dal rumore di chi la spara più grossa (e di chi ha più potere mediatico), sentiamo il bisogno di un confronto in cui gli argomenti ed il merito delle questioni, insieme allo stile istituzionale ed alla credibilità di chi li rappresenta, tornino ad essere il discrimine per il giudizio politico e la scelta elettorale dei cittadini.Ci era sembrato che la Polverini potesse rispondere a questi requisiti.
Ci sembra ancora che sià così, nonostante il suo quasi debutto come candidata accanto Francesc Storace, ci faccia venire qualche dubbio. Non solo perché Storace (che da po’ di tempo ha ricominciato a fare il brillantone contando sulla memoria corta dei tempi che viviamo) rappresenta l’incarnazione di quel modo di essere ed interpretare la politica che,abbiamo detto, ci vorremmo lasciare alle spalle, ma anche perché la Destra di Storace al governo della Regione Lazio ha lasciato un ricordo di malgoverno difficilmente superabile (richiesta di arresto per corruzione per tre importanti assessori , il Presidente coinvolto in episodi di spionaggio elettorale, un debito sanitario che graverà ancora per molto tempo sui cittadini di Roma e del Lazio, scandali e clientelismo dilaganti). Piombo nelle ali per lei, signora Polverini, lasci perdere Storace!!

